Home Enogastronomia Il mercato del vino ai nostri giorni

In passato le consuetudini e l’ utilizzo del vino come alimento attestavano un consumo pro-capite alto rispetto alle quote attuali (in media fino a 120 litri a inizio ‘900, 60 litri nel 1995 fino ai 46.5 litri del 2005) e un approvvigionamento da parte dei consumatori fatto direttamente in cantina o in piccoli esercizi commerciali, anch’essi in parte specializzati nella distribuzione di vino sfuso. Vi era un numero limitato di produttori professionisti che imbottigliavano direttamente in cantina e seguivano la commercializzazione. La superficie vitata era superiore a quella attuale con rese più elevate; l’attenzione alla qualità era poco diffusa così come i controlli istituzionali con la completa mancanza di certificazione.

Oggi assistiamo al fenomeno della “centralità del consumatore” e dell’ importanza delle certificazioni di qualità. Il mercato è molto frammentato; una miriade di piccole aziende si contendono quote di mercato sul commercio al piccolo dettaglio e della ristorazione, soprattutto locale, mentre i grandi gruppi si impongono nell’ esportazione, che riveste un ruolo di primaria importanza della nostra bilancia commerciale; una delle poche voci attive dell’ agro-alimentare italiano (nel 2007 il risultato è stato pari a 18,8 milioni di ettolitri esportati).

Il consumatore, soprattutto quello non competente, è caratterizzato da una mobilità obliqua nei consumi e da una apertura alla sperimentazione.

Secondo gli esperti ci saranno margini di crescita solo per aziende che punteranno su valide strategie commerciali, mettendo al centro i servizi rivolti al consumatore.

Da una ricerca risulta che la competitività del vino trentino sui mercati nazionali e internazionali è valutato positivamente dalle grandi aziende. A differenza della realtà frammentata italiana, i trentini, per le loro dimensioni hanno una forte capacità di penetrazione del mercato, e riescono ad affrontare positivamente le minacce del nuovo mercato. Dall’altra le piccole aziende, fortemente radicate nel mercato interno, hanno saputo sfruttare le occasioni offerte dal enoturismo rafforzando l’ immagine del territorio trentino.

La sfida che attende gli operatori nel prossimo futuro, è quella legata alla capacità di “fare sistema”, di superare i contrasti derivanti da logiche di mercato diverse, all’ insegna di una collaborazione che valorizzi e promuova al meglio il vino trentino ed il suo territorio.

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Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Dicembre 2009 11:26 )