Home Attualità Più autonomia e disponibilità economica all'amministrazione locale?

L'art. 118 della nostra Costituzione dice che "le funzioni amministrative sono attribuite ai Comuni salvo che, per assicurarne l'esercizio unitario, siano conferite a Province, Città metropolitane, Regioni e Stato, sulla base dei principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza".

Sappiamo tutti che le attività ricreative, socio-culturali, sportive e di qualsivoglia altra categoria, partono tutte dal basso, da noi; e molto spesso ci si appoggia, almeno nella nostra realtà, ai Tavoli di zona, organi comunali che decidono in merito alla fattibilità dei progetti presentati dagli interessati.

Riguardo alle proposte avanzate ai suddetti organi, chi ha avuto esperienze dirette nel processo idea-proposta-realizzazione di qualche progetto come viaggi, spettacoli teatrali o tornei di calcetto, sa benissimo che il più grosso, controverso, estenuate e fondamentale tassello per la realizzazione dell'idea, è l'ottenimento dei finanziamenti dalla Pubblica Amministrazione.

Nel momento in cui il progetto è dichiarato fattibile e anche con una certa utilità sociale, il finanziamento viene concesso per il 50% dal Comune e per il restante 50% dalla Provincia. Quest'ultima, è necessario precisare, ha l'ultima parola in merito all'approvazione della proposta avanzata.

E' inoltre importante mettere in evidenza la non approvazione di parecchi progetti, di svariata natura e per svariati motivi. Secondo la mia, seppur modesta e anche poco rilevante opinione, non è scandaloso se un progetto viene approvato o no, visto che per motivi logici non si può approvare tutto quello che viene proposto. Il problema sorge nel momento in cui vengono bocciate delle proposte per mancanza di fondi causo lo sperperamento che altri progetti operano delle risorse disponibili messe a disposizione dall'ente pubblico.

Una domanda sorge spontanea: è possibile che in una Provincia come quella di Trento, e quindi una Provincia autonoma, ci si senta rispondere quando si presenta un progetto che non ci sono le risorse per poterlo finanziare seppur costruttivo e di pubblica utilità quando invece vengono usati ingenti fondi per delle inutilità di nessuna valenza sociale?

Io credo che bisognerebbe affiancare al principio di sussidiarietà anche una sorta di "federalismo", nel senso di concedere più autonomia e più entrate di natura economica ai Comuni, per poter realizzare e dar sfogo a tutte le attività che possono portare solo pregi e guadagni alla collettività.

Non parlo di ripristinare l'I.C.I., che grava su un diritto fondamentale come la proprietà,  ma semplicemente di concedere parte delle entrare tributarie spettanti attualmente alla Provincia all'ente più vicino alla comunità, e quindi al Comune.

Idea interessante sarebbe concedere un trattenimento di parte dell'IRPEF prodotta sul rispettivo territorio comunale, comportando un notevole innalzamento delle disponibilità economiche dell'ente locale.

Sicuramente ci sarebbero comunque degli sperperi, ma altrettanto sicuramente, sarebbero migliorate le attività sociali, le opere pubbliche, la viabilità e i servizi, per avere come risultato, un unico soddisfacente risultato: il compiacimento e l'appagamento dei residenti.

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Ultimo aggiornamento ( Venerdì 20 Novembre 2009 12:35 )